venerdì 22 dicembre 2006

IL PERIODICO DI AMMINISTRARE INSIEME

Ecco in formato pdf il nostro periodico di informazione relativo al mese di dicembre 2006.
Buona lettura.

http://it.share.geocities.com/antigoneblog/Amministrare_insieme-Dicembre2006.pdf

BOSSICUS NATALIZIO

Ecco il numero festivo di dicembre 2006 del periodico satirico di opposizione "Bossicus".

http://it.geocities.com/antigoneblog/Bossicus-Dicembre2006.pdf


CONSIGLIO COMUNALE N. 5, DEL 26 SETTEMBRE 2006

Quinto consiglio comunale, 26 settembre 2006

Il mancato rispetto del patto di stabilità

All’inizio della seduta, sono state presentate da parte della maggioranza due mozioni: la prima richiede di esprimere solidarietà al Papa per il fraintendimento delle sue parole da parte della comunità islamica; la seconda chiede di intitolare una via alla memoria di Oriana Fallaci. Entrambe le mozioni verranno discusse nel prossimo CC, insieme a quelle proposte già l’11 settembre dalle minoranze.
Il primo punto all’ordine del giorno riguardava l’approvazione del Piano per il Diritto allo Studio. Dopo la relazione dell’assessore, siamo intervenuti per rimarcare la disparità di trattamento fra le due scuole dell’infanzia presenti sul territorio. La scuola dell’infanzia paritaria “don Cirillo Pizio” ha infatti chiesto, per il corrente anno scolastico, 16.718,40 euro di contributo per progetti educativi vari, ma l’Amministrazione ha stanziato soltanto 8.000,00 euro, mentre la scuola dell’infanzia statale ha chiesto 10.438 euro e ne ha ottenuti 11.425. Dei progetti della scuola dell’infanzia paritaria due non sono stati finanziati, perché non facenti parte del piano per il diritto allo studio, ma due progetti pressocché identici della scuola statale hanno invece ottenuto il finanziamento. Non comprendiamo le ragioni di questo differente trattamento. Anche il consigliere Bonacina ha rilevato come la spesa pro capite fatta dall’Amministrazione per un alunno della scuola paritaria sia di 33 euro, mentre per un alunno della statale superi gli 80 euro. L’assessore Ghidoni ha fatto notare che l’Amministrazione finanzia con 77.000 euro la scuola paritaria, per contenere le rette dei bambini che la frequentano: tale somma però non è sufficiente a garantire parità di accesso alle due scuole. Se il Comune fosse dotato di una scuola dell’infanzia statale capace di ospitare tutti i bambini che ne facciano richiesta, allora la frequenza di una scuola dell’infanzia paritaria si configurerebbe come una scelta educativa delle famiglie e, come tale, dovrebbe essere sostenuta economicamente dalle famiglie. Ma la scuola statale non è abbastanza “capiente” e quindi la frequenza alla scuola paritaria non è sempre frutto di una scelta. Secondo noi, le famiglie devono essere messe nelle stesse condizioni di accesso e sarebbe stato quindi auspicabile, da parte dell’Amministrazione, un maggiore sforzo per garantire parità di accesso ad entrambe le scuole, almeno finché non si doterà di una scuola abbastanza ampia da ospitare tutti i bambini che ne abbiano necessità (cosa che non avverrà nemmeno con l’inaugurazione della nuova sede della scuola dell’infanzia statale). Abbiamo poi notato con favore la possibilità di collaborazione tra il progetto di doposcuola “Con le forbici in tasca” e l’Amministrazione comunale, augurandoci che i criteri posti per una collaborazione non diventino invece ostacoli per evitare di nuovo di sostenere questo importante progetto, come è accaduto durante lo scorso anno scolastico. Su tale proposta di Piano per il Diritto allo Studio ci siamo quindi astenuti.
Si è poi discussa la ricognizione sullo stato di attuazione del programma e la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio: dato l’eccesso delle spese relative alla parte degli investimenti, per quest’anno il nostro Comune non rispetterà il patto di stabilità. Ciò significa che per il prossimo anno saranno bloccate le assunzioni, sarà impossibile accendere mutui e non si dovranno superare i parametri di spesa del 2005. Abbiamo sottolineato la gravità della situazione e chiesto a che punto siano quegli investimenti che hanno comportato il mancato rispetto del patto di stabilità, ossia i lavori per la nuova scuola dell’infanzia e gli impianti sportivi. Ci è stato risposto dall’assessore Cavalleri che la scuola materna sarà pronta con ogni probabilità fra due mesi, mentre per gli impianti sportivi la tempistica sarà ancora più lunga, a seguito del nuovo appalto (con un surplus di costi per l’Amministrazione), e pare che saranno pronti per la prossima primavera. Per quanto riguarda invece la questione del centro natatorio, l’Amministrazione è in attesa della sentenza del T.A.R.: ricordiamo che, in caso di una sentenza negativa, il Comune dovrà risarcire la ditta per una somma pari a 800.000 euro.
Abbiamo chiesto informazioni anche sulle intenzioni dell’Amministrazione nei confronti della farmacia comunale: a fine giugno, infatti, alcune delibere di giunta hanno reso autonoma l’area della farmacia, con un aumento di stipendio al designato responsabile dell’area, pari a ; inoltre, si sta valutando l’idea di esternalizzare la gestione della farmacia, attraverso la creazione di una società di capitale. È stato dato l’incarico ad uno studio, per avere una perizia che stabilisca l’utilità di una simile decisione. Tale perizia graverà con ulteriori 4.200,00 euro sul bilancio del nostro Comune. Dato il mancato rispetto del patto di stabilità, abbiamo espresso parere contrario a questo bilancio.
Si è poi discusso il nuovo statuto di GESIDRA, reso necessario dalle norme della giurisprudenza europea: con tali modifiche, si specifica che GESIDRA potrà essere composta solo da pubbliche amministrazioni e imprese pubbliche con personalità giuridica. I controlli all’interno della società saranno maggiori e questo ci è sembrato indice di migliori garanzie per tutta la comunità: quindi, ci siamo espressi con parere favorevole.
Ci siamo poi espressi a favore di altri due PLD, il 16 e il 3, che prevedono la realizzazione di nuovi insediamenti nelle zone già individuate dal PRG.

giovedì 21 dicembre 2006

CONSIGLIO COMUNALE N. 4, DELL'11 SETTEMBRE 2006

Quarto Consiglio Comunale, 11 settembre 2006

La nuova commissione edilizia

In apertura della seduta dell’11 settembre abbiamo presentato una mozione per ottenere l’avviso della convocazione del Consiglio Comunale almeno sette giorni prima della seduta, anziché tre, per avere più tempo per discutere con il gruppo di quanto si discuterà in Consiglio e potere avere il tempo necessario per presentare eventuali emendamenti. Anche la minoranza “Per Cologno” ha presentato una mozione, per ottenere una migliore distribuzione dei parcheggi all’interno del centro storico. È poi iniziata la trattazione dei punti all’odg. Il primo riguardava una variazione al bilancio di competenza pari a 59.500 €, necessaria per l’acquisto di un pullmino per il trasporto alunni (36.000 euro: considerando che il servizio è dato in appalto per una somma pari a 130.000 euro, spendere anche questa cifra per acquistare un pullmino ci sembra eccessivo, se teniamo conto che fino a pochi anni fa il servizio costava la metà), 13.500 € per acquistare un APE (sic) per l’ufficio tecnico e 10.000 per effettuare un cambio tecnologico a livello di telecomunicazioni. Su tale variazione ci siamo astenuti.
Si è quindi discusso dell’approvazione definitiva della modifica all’articolo 4 del Regolamento Edilizio Comunale. Abbiamo letto e chiesto che venisse allegata alla delibera una dichiarazione di voto, nella quale abbiamo messo in risalto la nostra contrarietà al fatto che il responsabile dell’ufficio tecnico possa nominare la sua commissione, e abbiamo evidenziato errori grossolani nella formulazione del testo stesso dell’articolo, frutto di un’operazione di copia-incolla. Per questo motivo, siamo stati attaccati a livello personale, e non di contenuto (da questo versante, la maggioranza ha dovuto correggere il testo con ben tre emendamenti, anche grazie alle nostre osservazioni), da parte della maggioranza. Quindi, siamo passati alla nomina dei componenti della commissione per le garanzie statutarie. Per il nostro gruppo sono è stata designata Chiara Drago. Sono stati anche nominati i membri delle commissioni sport-tempo libero e turismo (per il nostro gruppo, Carlo Turcutto) e formazione del piano annuale diritto allo studio (Claudio Ghidoni). Infine, si è affrontata l’adozione del PLD 16, che è andata a buon fine, contestualmente alla proposta dell’assessore Cavalleri di inserirvi una rotatoria, anche se a nostro avviso il Consiglio Comunale, non avendo specifiche competenze, non è la sede idonea a discutere di una simile modifica, che semmai andava introdotta prima di presentare tale PLD in Consiglio. Pare inoltre che, in seguito alla variante adottata con il PLD in questione, tale rotatoria non sia necessaria, a detta anche del Responsabile dell’ufficio tecnico, il quale non era d’accordo con l’introduzione di questa clausola, dal momento che con i privati si erano presi accordi diversi.

CONSIGLIO COMUNALE N. 3, DEL 25 LUGLIO 2006

Terzo Consiglio Comunale, 25 luglio 2006

Questo per far sì che non ci sia speculazione, bensì qualcosa in più che il cittadino fa”: gli 80.000 € di contributo “volontario”
(dalla trascrizione del Consiglio Comunale del 25/07/2006, frase pronunciata da Roberto Legramanti)

Il terzo Consiglio Comunale aveva ben dieci punti all’ordine del giorno, tutti di una certa rilevanza. È stata finalmente discussa la nostra interrogazione relativa al progetto “Con le forbici in tasca”, del quale ancora l’assessore Ghidoni ha dimostrato di conoscere ben poco (sostiene nella risposta allegata all’interrogazione che tale servizio di doposcuola sia rivolto solo ad alunni “extracomunitari”, cosa non vera). Sono poi state approvate due variazioni di bilancio (su cui ci siamo astenuti), con le quali si è andati a completare con alcuni stanziamenti voci che erano state sottostimate, al fine di non vincolare l’amministrazione nuova, nel caso fosse stata diversa da quella uscente. Si è quindi discussa l’adesione alla società UNIACQUE, che gestirà il servizio idrico integrato anche sul nostro territorio, andando a sostituire GESIDRA. UNIACQUE è una s.p.a. a totale capitale pubblico, promossa dalla provincia di Bergamo, alla quale hanno aderito quasi tutti i paesi della bergamasca. L’idea di sostituire molte piccole società con una sola a livello provinciale ci è sembrata condivisibile, per uniformare le condizioni di accesso ad un bene sempre più prezioso e garantire possibilità di investimento maggiori sulle infrastrutture di trasmissione. La nota dolente riguarda il prezzo dell’acqua, che presumibilmente aumenterà, da 0,75 a 0,82 € a m³. Ci siamo quindi astenuti su tale delibera. Abbiamo invece espresso parere favorevole nei confronti del piano regolatore cimiteriale, con relativo regolamento di polizia mortuaria, con il quale si prevedono tempi di concessione minori per le tombe e i loculi, al fine di contenere le dimensioni del cimitero, che necessiterà comunque di un minimo ampliamento.
Si è poi discussa l’adozione della modifica all’articolo 4 del Regolamento Edilizio Comunale, con cui si escludono, dopo il parere del Consiglio di Stato, politici nella Commissione Edilizia, ma ancora non si procede alla creazione della Commissione per il paesaggio, come prevede invece la LR 12/2005. Dal momento che la commissione edilizia sarebbe nominata dal responsabile dell’area, la cosa ha suscitato in noi molte perplessità e non abbiamo espresso parere favorevole. Ci siamo in seguito per due volte astenuti su varianti semplici al P.R.G., riguardanti rettifiche di azzonamenti.
Si è giunti quindi alla discussione di un punto controverso, nonché conclusivo, di questo Consiglio Comunale: l’approvazione di una trasformazione di destinazione d’uso della zona cosiddetta ex vinicola giovannea, da residenziale di completamento a produttiva di completamento, contestualmente all’approvazione del regolamento delle Medie Strutture di Vendita, punto sul quale avevamo presentato un’osservazione, che è stata respinta. Per una migliore comprensione della questione, alleghiamo il comunicato stampa di Amministrare insieme, datato 26 luglio 2006, all’indomani dell’approvazione di questa trasformazione.

“A seguito delle affermazioni udite in consiglio comunale, pronunciate da parte di alcuni esponenti della maggioranza, esprimiamo il nostro sconcerto sulle modalità di gestione della cosa pubblica di questa amministrazione comunale, con particolare riferimento alla discussione in merito al punto 10 all’odg. Queste osservazioni riguardano la Variante a procedura semplificata ex art. 2, comma 2, lett. e) ed i), della L.R. 23/1997 al vigente PRG, concernente la trasformazione di una zona “B1 residenziale di completamento” in zona “D1 produttiva di completamento”, e il Piano di localizzazione delle medie strutture di vendita.
Riassumendo la vicenda, alla fine del 2005 l’amministrazione comunale uscente cercò di trasformare la destinazione d’uso dell’area ex vinicola giovannea da residenziale a commerciale, per permettere l’apertura di una grande ferramenta da parte di un privato. Tale primo tentativo fu fatto naufragare in Consiglio Comunale dall’allora consigliere di minoranza Roberto Ghidotti (ora appartenente alla lista Amministrare insieme), il quale fece notare che non era stata rispettata la legge regionale sul commercio, relativamente alla realizzazione di una media struttura di vendita, che prevede una serie di adempimenti che l’amministrazione Comunale non aveva effettuato. Inoltre, la delibera è risultata illegittima, in quanto non veniva rispettato quanto previsto dalla legge regionale 12/2005 a riguardo di varianti al P.R.G. comunale non ancora trasformato in P.G.T., cioè la sola possibilità di effettuare varianti a procedura semplificata, secondo la legge regionale n. 23/97, a cui invece la variante proposta non corrispondeva. La prima trasformazione da area residenziale in area commerciale della zona ex vinicola giovannea non era quindi legittimamente possibile.
Successivamente, durante la discussione sull’approvazione, da parte del Consiglio Comunale del 7 marzo 2006, del bilancio di previsione per l’anno corrente 2006, appurato che a bilancio era stata inserita una voce in entrata di un certo interesse, ossia “Contributo straordinario a fondo perduto da parte di privati”, per un importo di 80.000 euro, il consigliere chiese chi fosse quel privato che disponesse una donazione al comune per una cifra tanto ingente. Fu allora risposto dal vicesindaco Labaa che tale somma sarebbe stata donata al comune in previsione della trasformazione dell’area ex vinicola giovannea da parte del proprietario di tale lotto. La vicenda della possibile apertura di una ferramenta non era quindi ancora conclusa.
Convocato d’urgenza l’ultimo Consiglio Comunale, senza che ve ne fossero i reali motivi se non l’adozione della variazione di destinazione d’uso dell’area oggetto del nostro interesse, l’amministrazione uscente, riconfermata alle ultime elezioni, ha adottato in data 4 aprile 2006 la trasformazione d’uso da zona residenziale a zona produttiva dell’ex vinicola giovannea. Contestualmente, ha adottato il Piano di localizzazione per le Medie Strutture di Vendita, il quale prevede tra le altre cose che tali MSV possano sorgere soltanto in area produttiva (tale appunto era divenuta l’area ex vinicola giovannea). La gravità di tale procedimento, chiaramente istituito ad hoc per favorire un privato, come anche ammesso nell’ultimo consiglio comunale in data 25 luglio 2006, è acuita dal fatto che il posizionamento delle MSV in area produttiva implica la possibilità da parte del privato che intenda aprire una MSV di non recuperare il 100 % dei parcheggi, previsti dalla legge regionale sul commercio, ma solo il 50 %, con la facoltà di monetizzare la restante parte del 50 %.
In sostanza, come anche candidamente ammesso nell’ultimo consiglio comunale, a Cologno al Serio è possibile, per un privato cittadino, ottenere la trasformazione di un’area ad hoc, senza studi di fattibilità, senza comprendere soprattutto quali siano i benefici per la cittadinanza di tali trasformazioni, attraverso il pagamento di un contributo “volontario”, ma calcolato, come sostenuto dal Sindaco in data 25 luglio, dal tecnico comunale in base all’entità della trasformazione. Tutto questo modo di procedere si ispirerebbe, sempre secondo il Sindaco, alle norme relative all’edilizia contrattata: in questo caso però il privato non si impegna a realizzare standard urbanistici o a completare zone di interesse pubblico, bensì si limita a versare 80.000 euro nelle casse del comune sotto forma di “contributo volontario”. Ci chiediamo se un tale modo di procedere sia legittimo: un privato fa una donazione al comune e questo trasforma un’area del privato in modo più conveniente per il richiedente.
Il Sindaco ha poi ammesso che questo modo di procedere è a suo avviso normale, verrà utilizzato in futuro ed è già stato utilizzato in passato. Ci chiediamo allora dove siano finiti i precedenti contributi a fondo perduto dei privati che hanno ottenuto tale beneficio negli scorsi anni, dal momento che non vi è traccia di questi nei bilanci degli anni precedenti. Inoltre, facciamo notare che anche in questo caso, nel primo tentativo di trasformazione, nessun amministratore in Consiglio Comunale aveva parlato di un contributo volontario di 80.000 euro dato dal privato cittadino, ma tale contributo è stato inserito solo successivamente, durante il secondo tentativo di trasformazione (riuscito), in area produttiva. Per la prima trasformazione il privato non avrebbe pagato nulla, a bilancio? Come mai è sorto poi l’”obbligo volontario” di pagare 80.000 €?
Tutto questo ci lascia sconcertati sulla gestione dell’urbanistica a Cologno al Serio, la quale favorisce i privati senza valutare attentamente il beneficio o il disagio che ne trarrà la cittadinanza. L’apertura di una MSV in zona ex vinicola giovannea, senza l’adeguato studio di viabilità e il recupero integrale dei parcheggi, comporterà un peggioramento delle condizioni viabilistiche di un’area residenziale molto vicina al centro storico. Facciamo inoltre notare che soltanto questo privato potrà usufruire della possibilità di aprire una MSV in una zona tanto vicina al centro storico, in quanto le restanti aree produttive sono localizzate, come di norma, a distanza superiore dal centro. Nel caso in cui poi tale privato dovesse vendere l’area, questa, essendo a destinazione produttiva, potrebbe essere utilizzata per aprire attività industriali, come di norma avviene in tali aree, in un contesto limitrofo interamente residenziale, comportando problemi di carattere ambientale (inquinamento atmosferico e acustico) per gli abitanti della zona interessata.
È quindi con preoccupazione che intendiamo informare l’opinione pubblica del nostro paese in merito alla vicenda di questa trasformazione.”

Tale vicenda non si è ancora conclusa. Il riferimento fatto dal Sindaco nella seduta del 25 luglio, il quale ricollegava questo modo di procedere alla cosiddetta “legge per l’edilizia contrattata”, si è dimostrato del tutto privo di fondamento. L’edilizia contrattata prevede infatti Piani Integrati di Intervento e una Convenzione con il privato, nella quale si esplicitino gli obblighi che egli si assume a fronte del vantaggio che acquisisce. Per il contributo “volontario” di 80.000 euro, invece, non esiste nulla, nessun atto unilaterale d’obbligo, nessun documento sottoscritto, con cui il privato si impegni effettivamente a versare tale somma in cambio della trasformazione (non può esserci, perché è evidentemente scorretto un tale modo di procedere). Tutto questo è contrario ai principi di trasparenza e di correttezza nell’agire da parte della Pubblica Amministrazione.
In seguito alle nostre osservazioni attualmente, anziché introiettare il contributo del privato come fosse volontario, l’Amministrazione ha deciso di chiedere la corresponsione degli oneri, per una somma pari a 60.000 euro; si è deciso di mantenere anche una parte di contributo a fondo perduto, pari a 20.000 euro, sottolineando però la volontarietà del pagamento fatto dal privato. Ci impegneremo comunque a vigilare, affinché tutto ciò avvenga secondo la legge e ci riserviamo di approfondire meglio la questione, anche in altre sedi.

CONSIGLIO COMUNALE N. 2, DEL 27 GIUGNO 2006

Secondo Consiglio Comunale, 27 giugno 2006

Gli amici degli amici: il caso del debito fuori bilancio per lo spalamento della neve

Il secondo Consiglio Comunale si è svolto prima del 30 giugno, per presentare il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2005 entro i termini previsti dalla legge. In tale occasione, all’ordine del giorno era stata inserita la discussione dell’interrogazione che non ci era stata fatta leggere nella prima seduta, nonostante il Regolamento del Consiglio Comunale vieti espressamente la trattazione di interrogazioni quando all’ordine del giorno si discuta di bilancio. Abbiamo fatto notare la scarsa attenzione al Regolamento, ma il Sindaco ci ha risposto che era lui a curare l’ordine del giorno e che, se a lui fosse sembrato opportuno, avremmo potuto discuterla, dato che lui era d’accordo. Abbiamo invocato il rispetto dei regolamenti, ai quali deve sottostare anche il Sindaco, e rimandato la trattazione al Consiglio successivo.
Per quanto riguarda l’approvazione del rendiconto della gestione finanziaria relativa al 2005, abbiamo fatto notare quanto, negli ultimi anni, si sia ricorsi in misura sempre crescente agli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Le spese correnti e la quota capitale del mutuo andrebbero coperte attraverso i primi tre titoli delle entrate, cioè le entrate tributarie, i trasferimenti e le entrate extratributarie. Nel caso non si ottenga un pareggio, è possibile ricorrere ad entrate straordinarie, in conto capitale, spostate a finanziare le spese correnti: è questo il caso di una parte degli oneri di urbanizzazione, i quali da questa amministrazione non sono riservati esclusivamente agli investimenti, ma in progressione crescente sono stati utilizzati per ottenere il riequilibrio della gestione. In particolare, gli oneri di urbanizzazione spostati a coprire le spese correnti sono stati pari a 98.418,98 per il 2001, 79.657,61 nel 2002, 94.187,64 per il 2003, 284.979,01 per il 2004 e addirittura 399.800,00 euro nel 2005. Questi soldi vengono in questo modo sottratti alla loro originaria funzione, che è quella di finanziare gli investimenti. Potremmo definire quest’operazione reiterata una sorta di diminuzione progressiva del patrimonio comunale, non più investito, ma portato a coprire le spese correnti. Apparentemente sembra che non vengano chiesti più soldi ai cittadini attraverso le tasse, ma poi si scopre che i tagli sono da un'altra parte, ossia quella relativa agli investimenti e, quindi, al futuro del nostro paese. Abbiamo perciò votato contro questo rendiconto.
Nella stessa seduta si è discusso di un debito fuori bilancio per il 2006, riconosciuto dall’amministrazione e coperto con una quota dell’avanzo di amministrazione del 2005. Tale debito è occorso a causa delle nevicate dello scorso inverno: per ripristinare la viabilità, è stato necessario un intervento massiccio di mezzi spalaneve, e i 10.800 € già stanziati a bilancio non sono bastati. Il nostro comune ha speso infatti altri 41.800 € (per un totale di 47.000 € già spesi e 5.552 € acccantonati per fare fronte alle possibili nevicate dell’autunno 2006) per garantire una pulizia delle strade di altissimo livello, se pensiamo che siamo uno dei paesi che ha speso di più per questo servizio (a Urgnano la spesa totale si è aggirata sui 30.000 €, a Zanica sui 18.000 €).
Fa riflettere anche che il servizio non sia stato appaltato, ma assegnato attraverso una “gara ufficiosa rectius trattativa privata” (cfr. Delibera n.40/2006 di Consiglio Comunale), alle ditte di Adriano Verdi, che del debito fuori bilancio di 41.800 € ha incassato 32.182 €, di Giacomo Zanardi (7.137 €) e Giuseppe Drago (2.471 €). Ciò ci è parso poco chiaro e non ci ha visti favorevoli all’approvazione di questo debito fuori bilancio.
L’ultimo punto all’ordine del giorno trattava di un servizio previsto dal piano di zona dell’ambito territoriale 14, facente capo a Romano di Lombardia. È un percorso di integrazione territoriale, chiamato S.F.A. juniores, destinato ad incrementare la rete di servizi a favore dei soggetti disabili minorenni, attraverso un intervento educativo individualizzato e finalizzato al potenziamento di abilità pratiche e comunicativo-relazionali. Attualmente a Cologno non ci sono utenti, ma sarebbe auspicabile che il servizio potesse essere utilizzato da tutti coloro che ne abbiano necessità. Ci siamo quindi espressi in modo favorevole rispetto a questa deliberazione.

CONSIGLIO COMUNALE N. 1, DEL 15 GIUGNO 2006

Primo Consiglio Comunale, 15 giugno 2006, in piazza

L’insediamento

Durante il primo Consiglio Comunale, convocato in piazza, abbiamo rimarcato ciò che ci ha spinti a candidarci in quanto forza alternativa alla Lega e ciò che tutt’ora ci differenzia da tale amministrazione. Abbiamo fatto interventi critici sulle linee programmatiche, sia nella forma che nella sostanza. Il programma dell’amministrazione è stato, infatti, presentato in Consiglio Comunale con lo stemma della Lega ancora in calce, per noi sintomo dello scarso rispetto nei confronti della cosa pubblica (la campagna elettorale era ormai finita e gli eletti si apprestavano ad amministrare nell’interesse di tutti, loro elettori o meno). Abbiamo criticato anche l’uso strumentale della prima convocazione del Consiglio in piazza, luogo della partecipazione e della trasparenza, ma trasformato per l’occasione in uno specchietto per le allodole, dato che nei cinque anni appena trascorsi le possibilità di partecipazione dei cittadini alla vita politica del paese sono state scarse (pochissime assemblee, commissioni ridotte all’osso e convocate sporadicamente, informazione sommaria e incompleta su quanto fatto dall’amministrazione). A livello di contenuto, abbiamo evidenziato criticità in ogni ambito del programma presentato dall’attuale amministrazione, a partire dall’aspetto ambientale, dove abbiamo riscontrato solo proposte estemporanee, prive di progettazione e lungimiranza. L’ambito sociale ha rivelato forti lacune in materia di pari opportunità, politiche nei confronti dei migranti e delle fasce più deboli e svantaggiate della popolazione colognese. Nel programma non è stato proposto il ripristino di un assistente sociale, figura fondamentale per affrontare i problemi che sorgono in questo settore. Nell’area dell’istruzione si propone di creare un doposcuola specializzato, senza tenere conto che un servizio di questo genere esiste già, si chiama “Con le forbici in tasca” e non è stato supportato dall’amministrazione uscente-rientrante. A livello di lavori pubblici, abbiamo ribadito la nostra contrarietà alla realizzazione di un parco acquatico, progetto che è tra l’altro fermo per il contenzioso sorto con la ditta che avrebbe dovuto realizzarlo, la quale ha chiesto un risarcimento all’Amministrazione pari a 800.000 €: ci sembra comunque un intervento oneroso, fuori portata rispetto alle effettive esigenze della popolazione e campanilistico, dal momento che non si è cercato un accordo con altri comuni e che nei paesi limitrofi impianti acquatici non mancano. Per quanto riguarda la sicurezza, sono proposti interventi che mirano semplicemente a sorvegliare e punire: non c’è né un progetto né un programma di educazione e prevenzione. Nell’area del bilancio, ci si vanta di non avere aumentato le tasse e si ribadisce che non verranno toccate nemmeno per i prossimi cinque anni, senza evidenziare che per ottenere questo risultato si sono svendute le principali aree appartenenti al comune.
Oltre a tale fase critico-distruttiva, abbiamo anche avanzato due proposte, sotto forma di emendamenti, per essere costruttivi nell’interesse della comunità. I due emendamenti proposti riguardavano uno la tematica delle pari opportunità, con la richiesta di mettere tale argomento all’ordine del giorno del programma amministrativo dei prossimi cinque anni, attuando il cosiddetto gender mainstreaming (il porre al centro di ogni ambito una prospettiva di genere: ciò significa avere sempre come riferimento, in tutte le sedi di definizione di politiche e tipologie di intervento, l’attenzione ai possibili diversi effetti sulle condizioni rispettive delle donne e degli uomini, nei loro impatti differenziali significativi per genere), eventualmente anche attraverso la consulenza di un esperto in materia di pari opportunità; il secondo emendamento riguardava la possibilità di aderire ad un bando della Fondazione Cariplo, per avere un contributo da destinare ad uno studio sul risparmio energetico relativo agli immobili comunali. Entrambi gli emendamenti sono stati fortemente criticati con motivazioni assolutamente irrazionali, nonché offensive nei confronti dell’intelligenza umana e della dignità di ogni donna: il consigliere Andrea Cavalleri è arrivato a dire che l’emendamento sulle Pari Opportunità avrebbe provocato aborti di massa, dal momento che nel sito dal quale avevamo attinto la documentazione per spiegare il concetto di gender mainstreaming si trovavano cenni alla sperimentazione della pillola RU486. Gli emendamenti sono stati bocciati dalla maggioranza e non hanno raccolto nemmeno l’interesse delle altre due minoranze (Per Cologno ha votato a favore soltanto dell’emendamento sul risparmio energetico). Vogliamo sottolineare che gli emendamenti erano stati presentati con un intento sinceramente costruttivo e ci aspettavamo che potessero davvero essere accolti, tanto più che avevamo ben presenti le parole dell’allora-ancora assessore Ghidoni al forum dei quattro candidati, il quale riconosceva come veramente innovativo il “Progetto donna” presentato da Amministrare insieme. In sede di Consiglio Comunale, bene ancorato alla sua poltrona, l’assessore pare avere cambiato idea.
Il primo Consiglio si è poi distinto per la nomina della commissione elettorale, il cui esponente di minoranza effettivo sul quale siamo convenuti è stato Robert Carrara (tale scelta, nonostante Robert faccia parte di una lista che ha ottenuto meno voti della nostra, è stata dettata dall’inferiorità numerica in cui ci siamo trovati la sera del primo consiglio); notevole il fatto che il membro di minoranza supplente per tale commissione, Sergio Daleffe, sia stato eletto con i voti della maggioranza (ha ottenuto 6 preferenze, contro le 3 di Cavalleri e di Ferri, membri di maggioranza). Anche per quanto riguarda la nomina dei commissari per l’aggiornamento degli elenchi comunali dei giudici popolari, Sergio Daleffe è risultato eletto come membro di minoranza grazie ai voti della maggioranza leghista (ha ottenuto 4 preferenze, mentre il nome sul quale eravamo convenuti come “Amministrare insieme” e “Per Cologno” era stato quello di Chiara Drago, che ha ottenuto le 3 preferenze stabilite: non c’è dubbio che, dei quattro voti di Daleffe, tre fossero della maggioranza).
Il Consiglio si è poi concluso senza che ci venisse data la possibilità di leggere un’interrogazione e una mozione, dell’esistenza delle quali avevamo adeguatamente informato, all’inizio della seduta, sia il Segretario Comunale che il Sindaco. Tutto questo è sintomatico dello scarso rispetto delle procedure, dimostrato anche nelle occasioni successive, da parte della maggioranza.

CRONACHE DEI CONSIGLI COMUNALI

Qui di seguito, postiamo i resoconti dei Consigli Comunali della nuova Amministrazione, iniziando dal primo Consiglio Comunale di Cologno al Serio.

Buona lettura!

Chiara

giovedì 7 dicembre 2006

Oggi nasce il blog di Amministrare insieme. La sua creazione promuove la comunicazione tra il nostro gruppo e la cittadinanza colognese. Ci proponiamo di tenervi sempre informati su quanto si verifica in Comune, sia durante i Consigli Comunali che altrove. Contiamo sul fatto che anche voi vogliate contribuire al nostro operato, con segnalazioni, proposte, idee e con la vostra diretta partecipazione alla vita del nostro gruppo di opposizione.