Terzo Consiglio Comunale, 25 luglio 2006
“Questo per far sì che non ci sia speculazione, bensì qualcosa in più che il cittadino fa”: gli 80.000 € di contributo “volontario”
(dalla trascrizione del Consiglio Comunale del 25/07/2006, frase pronunciata da Roberto Legramanti)
Il terzo Consiglio Comunale aveva ben dieci punti all’ordine del giorno, tutti di una certa rilevanza. È stata finalmente discussa la nostra interrogazione relativa al progetto “Con le forbici in tasca”, del quale ancora l’assessore Ghidoni ha dimostrato di conoscere ben poco (sostiene nella risposta allegata all’interrogazione che tale servizio di doposcuola sia rivolto solo ad alunni “extracomunitari”, cosa non vera). Sono poi state approvate due variazioni di bilancio (su cui ci siamo astenuti), con le quali si è andati a completare con alcuni stanziamenti voci che erano state sottostimate, al fine di non vincolare l’amministrazione nuova, nel caso fosse stata diversa da quella uscente. Si è quindi discussa l’adesione alla società UNIACQUE, che gestirà il servizio idrico integrato anche sul nostro territorio, andando a sostituire GESIDRA. UNIACQUE è una s.p.a. a totale capitale pubblico, promossa dalla provincia di Bergamo, alla quale hanno aderito quasi tutti i paesi della bergamasca. L’idea di sostituire molte piccole società con una sola a livello provinciale ci è sembrata condivisibile, per uniformare le condizioni di accesso ad un bene sempre più prezioso e garantire possibilità di investimento maggiori sulle infrastrutture di trasmissione. La nota dolente riguarda il prezzo dell’acqua, che presumibilmente aumenterà, da 0,75 a 0,82 € a m³. Ci siamo quindi astenuti su tale delibera. Abbiamo invece espresso parere favorevole nei confronti del piano regolatore cimiteriale, con relativo regolamento di polizia mortuaria, con il quale si prevedono tempi di concessione minori per le tombe e i loculi, al fine di contenere le dimensioni del cimitero, che necessiterà comunque di un minimo ampliamento.
Si è poi discussa l’adozione della modifica all’articolo 4 del Regolamento Edilizio Comunale, con cui si escludono, dopo il parere del Consiglio di Stato, politici nella Commissione Edilizia, ma ancora non si procede alla creazione della Commissione per il paesaggio, come prevede invece la LR 12/2005. Dal momento che la commissione edilizia sarebbe nominata dal responsabile dell’area, la cosa ha suscitato in noi molte perplessità e non abbiamo espresso parere favorevole. Ci siamo in seguito per due volte astenuti su varianti semplici al P.R.G., riguardanti rettifiche di azzonamenti.
Si è giunti quindi alla discussione di un punto controverso, nonché conclusivo, di questo Consiglio Comunale: l’approvazione di una trasformazione di destinazione d’uso della zona cosiddetta ex vinicola giovannea, da residenziale di completamento a produttiva di completamento, contestualmente all’approvazione del regolamento delle Medie Strutture di Vendita, punto sul quale avevamo presentato un’osservazione, che è stata respinta. Per una migliore comprensione della questione, alleghiamo il comunicato stampa di Amministrare insieme, datato 26 luglio 2006, all’indomani dell’approvazione di questa trasformazione.
“A seguito delle affermazioni udite in consiglio comunale, pronunciate da parte di alcuni esponenti della maggioranza, esprimiamo il nostro sconcerto sulle modalità di gestione della cosa pubblica di questa amministrazione comunale, con particolare riferimento alla discussione in merito al punto 10 all’odg. Queste osservazioni riguardano la Variante a procedura semplificata ex art. 2, comma 2, lett. e) ed i), della L.R. 23/1997 al vigente PRG, concernente la trasformazione di una zona “B1 residenziale di completamento” in zona “D1 produttiva di completamento”, e il Piano di localizzazione delle medie strutture di vendita.
Riassumendo la vicenda, alla fine del 2005 l’amministrazione comunale uscente cercò di trasformare la destinazione d’uso dell’area ex vinicola giovannea da residenziale a commerciale, per permettere l’apertura di una grande ferramenta da parte di un privato. Tale primo tentativo fu fatto naufragare in Consiglio Comunale dall’allora consigliere di minoranza Roberto Ghidotti (ora appartenente alla lista Amministrare insieme), il quale fece notare che non era stata rispettata la legge regionale sul commercio, relativamente alla realizzazione di una media struttura di vendita, che prevede una serie di adempimenti che l’amministrazione Comunale non aveva effettuato. Inoltre, la delibera è risultata illegittima, in quanto non veniva rispettato quanto previsto dalla legge regionale 12/2005 a riguardo di varianti al P.R.G. comunale non ancora trasformato in P.G.T., cioè la sola possibilità di effettuare varianti a procedura semplificata, secondo la legge regionale n. 23/97, a cui invece la variante proposta non corrispondeva. La prima trasformazione da area residenziale in area commerciale della zona ex vinicola giovannea non era quindi legittimamente possibile.
Successivamente, durante la discussione sull’approvazione, da parte del Consiglio Comunale del 7 marzo 2006, del bilancio di previsione per l’anno corrente 2006, appurato che a bilancio era stata inserita una voce in entrata di un certo interesse, ossia “Contributo straordinario a fondo perduto da parte di privati”, per un importo di 80.000 euro, il consigliere chiese chi fosse quel privato che disponesse una donazione al comune per una cifra tanto ingente. Fu allora risposto dal vicesindaco Labaa che tale somma sarebbe stata donata al comune in previsione della trasformazione dell’area ex vinicola giovannea da parte del proprietario di tale lotto. La vicenda della possibile apertura di una ferramenta non era quindi ancora conclusa.
Convocato d’urgenza l’ultimo Consiglio Comunale, senza che ve ne fossero i reali motivi se non l’adozione della variazione di destinazione d’uso dell’area oggetto del nostro interesse, l’amministrazione uscente, riconfermata alle ultime elezioni, ha adottato in data 4 aprile 2006 la trasformazione d’uso da zona residenziale a zona produttiva dell’ex vinicola giovannea. Contestualmente, ha adottato il Piano di localizzazione per le Medie Strutture di Vendita, il quale prevede tra le altre cose che tali MSV possano sorgere soltanto in area produttiva (tale appunto era divenuta l’area ex vinicola giovannea). La gravità di tale procedimento, chiaramente istituito ad hoc per favorire un privato, come anche ammesso nell’ultimo consiglio comunale in data 25 luglio 2006, è acuita dal fatto che il posizionamento delle MSV in area produttiva implica la possibilità da parte del privato che intenda aprire una MSV di non recuperare il 100 % dei parcheggi, previsti dalla legge regionale sul commercio, ma solo il 50 %, con la facoltà di monetizzare la restante parte del 50 %.
In sostanza, come anche candidamente ammesso nell’ultimo consiglio comunale, a Cologno al Serio è possibile, per un privato cittadino, ottenere la trasformazione di un’area ad hoc, senza studi di fattibilità, senza comprendere soprattutto quali siano i benefici per la cittadinanza di tali trasformazioni, attraverso il pagamento di un contributo “volontario”, ma calcolato, come sostenuto dal Sindaco in data 25 luglio, dal tecnico comunale in base all’entità della trasformazione. Tutto questo modo di procedere si ispirerebbe, sempre secondo il Sindaco, alle norme relative all’edilizia contrattata: in questo caso però il privato non si impegna a realizzare standard urbanistici o a completare zone di interesse pubblico, bensì si limita a versare 80.000 euro nelle casse del comune sotto forma di “contributo volontario”. Ci chiediamo se un tale modo di procedere sia legittimo: un privato fa una donazione al comune e questo trasforma un’area del privato in modo più conveniente per il richiedente.
Il Sindaco ha poi ammesso che questo modo di procedere è a suo avviso normale, verrà utilizzato in futuro ed è già stato utilizzato in passato. Ci chiediamo allora dove siano finiti i precedenti contributi a fondo perduto dei privati che hanno ottenuto tale beneficio negli scorsi anni, dal momento che non vi è traccia di questi nei bilanci degli anni precedenti. Inoltre, facciamo notare che anche in questo caso, nel primo tentativo di trasformazione, nessun amministratore in Consiglio Comunale aveva parlato di un contributo volontario di 80.000 euro dato dal privato cittadino, ma tale contributo è stato inserito solo successivamente, durante il secondo tentativo di trasformazione (riuscito), in area produttiva. Per la prima trasformazione il privato non avrebbe pagato nulla, a bilancio? Come mai è sorto poi l’”obbligo volontario” di pagare 80.000 €?
Tutto questo ci lascia sconcertati sulla gestione dell’urbanistica a Cologno al Serio, la quale favorisce i privati senza valutare attentamente il beneficio o il disagio che ne trarrà la cittadinanza. L’apertura di una MSV in zona ex vinicola giovannea, senza l’adeguato studio di viabilità e il recupero integrale dei parcheggi, comporterà un peggioramento delle condizioni viabilistiche di un’area residenziale molto vicina al centro storico. Facciamo inoltre notare che soltanto questo privato potrà usufruire della possibilità di aprire una MSV in una zona tanto vicina al centro storico, in quanto le restanti aree produttive sono localizzate, come di norma, a distanza superiore dal centro. Nel caso in cui poi tale privato dovesse vendere l’area, questa, essendo a destinazione produttiva, potrebbe essere utilizzata per aprire attività industriali, come di norma avviene in tali aree, in un contesto limitrofo interamente residenziale, comportando problemi di carattere ambientale (inquinamento atmosferico e acustico) per gli abitanti della zona interessata.
È quindi con preoccupazione che intendiamo informare l’opinione pubblica del nostro paese in merito alla vicenda di questa trasformazione.”
Tale vicenda non si è ancora conclusa. Il riferimento fatto dal Sindaco nella seduta del 25 luglio, il quale ricollegava questo modo di procedere alla cosiddetta “legge per l’edilizia contrattata”, si è dimostrato del tutto privo di fondamento. L’edilizia contrattata prevede infatti Piani Integrati di Intervento e una Convenzione con il privato, nella quale si esplicitino gli obblighi che egli si assume a fronte del vantaggio che acquisisce. Per il contributo “volontario” di 80.000 euro, invece, non esiste nulla, nessun atto unilaterale d’obbligo, nessun documento sottoscritto, con cui il privato si impegni effettivamente a versare tale somma in cambio della trasformazione (non può esserci, perché è evidentemente scorretto un tale modo di procedere). Tutto questo è contrario ai principi di trasparenza e di correttezza nell’agire da parte della Pubblica Amministrazione.
In seguito alle nostre osservazioni attualmente, anziché introiettare il contributo del privato come fosse volontario, l’Amministrazione ha deciso di chiedere la corresponsione degli oneri, per una somma pari a 60.000 euro; si è deciso di mantenere anche una parte di contributo a fondo perduto, pari a 20.000 euro, sottolineando però la volontarietà del pagamento fatto dal privato. Ci impegneremo comunque a vigilare, affinché tutto ciò avvenga secondo la legge e ci riserviamo di approfondire meglio la questione, anche in altre sedi.
“Questo per far sì che non ci sia speculazione, bensì qualcosa in più che il cittadino fa”: gli 80.000 € di contributo “volontario”
(dalla trascrizione del Consiglio Comunale del 25/07/2006, frase pronunciata da Roberto Legramanti)
Il terzo Consiglio Comunale aveva ben dieci punti all’ordine del giorno, tutti di una certa rilevanza. È stata finalmente discussa la nostra interrogazione relativa al progetto “Con le forbici in tasca”, del quale ancora l’assessore Ghidoni ha dimostrato di conoscere ben poco (sostiene nella risposta allegata all’interrogazione che tale servizio di doposcuola sia rivolto solo ad alunni “extracomunitari”, cosa non vera). Sono poi state approvate due variazioni di bilancio (su cui ci siamo astenuti), con le quali si è andati a completare con alcuni stanziamenti voci che erano state sottostimate, al fine di non vincolare l’amministrazione nuova, nel caso fosse stata diversa da quella uscente. Si è quindi discussa l’adesione alla società UNIACQUE, che gestirà il servizio idrico integrato anche sul nostro territorio, andando a sostituire GESIDRA. UNIACQUE è una s.p.a. a totale capitale pubblico, promossa dalla provincia di Bergamo, alla quale hanno aderito quasi tutti i paesi della bergamasca. L’idea di sostituire molte piccole società con una sola a livello provinciale ci è sembrata condivisibile, per uniformare le condizioni di accesso ad un bene sempre più prezioso e garantire possibilità di investimento maggiori sulle infrastrutture di trasmissione. La nota dolente riguarda il prezzo dell’acqua, che presumibilmente aumenterà, da 0,75 a 0,82 € a m³. Ci siamo quindi astenuti su tale delibera. Abbiamo invece espresso parere favorevole nei confronti del piano regolatore cimiteriale, con relativo regolamento di polizia mortuaria, con il quale si prevedono tempi di concessione minori per le tombe e i loculi, al fine di contenere le dimensioni del cimitero, che necessiterà comunque di un minimo ampliamento.
Si è poi discussa l’adozione della modifica all’articolo 4 del Regolamento Edilizio Comunale, con cui si escludono, dopo il parere del Consiglio di Stato, politici nella Commissione Edilizia, ma ancora non si procede alla creazione della Commissione per il paesaggio, come prevede invece la LR 12/2005. Dal momento che la commissione edilizia sarebbe nominata dal responsabile dell’area, la cosa ha suscitato in noi molte perplessità e non abbiamo espresso parere favorevole. Ci siamo in seguito per due volte astenuti su varianti semplici al P.R.G., riguardanti rettifiche di azzonamenti.
Si è giunti quindi alla discussione di un punto controverso, nonché conclusivo, di questo Consiglio Comunale: l’approvazione di una trasformazione di destinazione d’uso della zona cosiddetta ex vinicola giovannea, da residenziale di completamento a produttiva di completamento, contestualmente all’approvazione del regolamento delle Medie Strutture di Vendita, punto sul quale avevamo presentato un’osservazione, che è stata respinta. Per una migliore comprensione della questione, alleghiamo il comunicato stampa di Amministrare insieme, datato 26 luglio 2006, all’indomani dell’approvazione di questa trasformazione.
“A seguito delle affermazioni udite in consiglio comunale, pronunciate da parte di alcuni esponenti della maggioranza, esprimiamo il nostro sconcerto sulle modalità di gestione della cosa pubblica di questa amministrazione comunale, con particolare riferimento alla discussione in merito al punto 10 all’odg. Queste osservazioni riguardano la Variante a procedura semplificata ex art. 2, comma 2, lett. e) ed i), della L.R. 23/1997 al vigente PRG, concernente la trasformazione di una zona “B1 residenziale di completamento” in zona “D1 produttiva di completamento”, e il Piano di localizzazione delle medie strutture di vendita.
Riassumendo la vicenda, alla fine del 2005 l’amministrazione comunale uscente cercò di trasformare la destinazione d’uso dell’area ex vinicola giovannea da residenziale a commerciale, per permettere l’apertura di una grande ferramenta da parte di un privato. Tale primo tentativo fu fatto naufragare in Consiglio Comunale dall’allora consigliere di minoranza Roberto Ghidotti (ora appartenente alla lista Amministrare insieme), il quale fece notare che non era stata rispettata la legge regionale sul commercio, relativamente alla realizzazione di una media struttura di vendita, che prevede una serie di adempimenti che l’amministrazione Comunale non aveva effettuato. Inoltre, la delibera è risultata illegittima, in quanto non veniva rispettato quanto previsto dalla legge regionale 12/2005 a riguardo di varianti al P.R.G. comunale non ancora trasformato in P.G.T., cioè la sola possibilità di effettuare varianti a procedura semplificata, secondo la legge regionale n. 23/97, a cui invece la variante proposta non corrispondeva. La prima trasformazione da area residenziale in area commerciale della zona ex vinicola giovannea non era quindi legittimamente possibile.
Successivamente, durante la discussione sull’approvazione, da parte del Consiglio Comunale del 7 marzo 2006, del bilancio di previsione per l’anno corrente 2006, appurato che a bilancio era stata inserita una voce in entrata di un certo interesse, ossia “Contributo straordinario a fondo perduto da parte di privati”, per un importo di 80.000 euro, il consigliere chiese chi fosse quel privato che disponesse una donazione al comune per una cifra tanto ingente. Fu allora risposto dal vicesindaco Labaa che tale somma sarebbe stata donata al comune in previsione della trasformazione dell’area ex vinicola giovannea da parte del proprietario di tale lotto. La vicenda della possibile apertura di una ferramenta non era quindi ancora conclusa.
Convocato d’urgenza l’ultimo Consiglio Comunale, senza che ve ne fossero i reali motivi se non l’adozione della variazione di destinazione d’uso dell’area oggetto del nostro interesse, l’amministrazione uscente, riconfermata alle ultime elezioni, ha adottato in data 4 aprile 2006 la trasformazione d’uso da zona residenziale a zona produttiva dell’ex vinicola giovannea. Contestualmente, ha adottato il Piano di localizzazione per le Medie Strutture di Vendita, il quale prevede tra le altre cose che tali MSV possano sorgere soltanto in area produttiva (tale appunto era divenuta l’area ex vinicola giovannea). La gravità di tale procedimento, chiaramente istituito ad hoc per favorire un privato, come anche ammesso nell’ultimo consiglio comunale in data 25 luglio 2006, è acuita dal fatto che il posizionamento delle MSV in area produttiva implica la possibilità da parte del privato che intenda aprire una MSV di non recuperare il 100 % dei parcheggi, previsti dalla legge regionale sul commercio, ma solo il 50 %, con la facoltà di monetizzare la restante parte del 50 %.
In sostanza, come anche candidamente ammesso nell’ultimo consiglio comunale, a Cologno al Serio è possibile, per un privato cittadino, ottenere la trasformazione di un’area ad hoc, senza studi di fattibilità, senza comprendere soprattutto quali siano i benefici per la cittadinanza di tali trasformazioni, attraverso il pagamento di un contributo “volontario”, ma calcolato, come sostenuto dal Sindaco in data 25 luglio, dal tecnico comunale in base all’entità della trasformazione. Tutto questo modo di procedere si ispirerebbe, sempre secondo il Sindaco, alle norme relative all’edilizia contrattata: in questo caso però il privato non si impegna a realizzare standard urbanistici o a completare zone di interesse pubblico, bensì si limita a versare 80.000 euro nelle casse del comune sotto forma di “contributo volontario”. Ci chiediamo se un tale modo di procedere sia legittimo: un privato fa una donazione al comune e questo trasforma un’area del privato in modo più conveniente per il richiedente.
Il Sindaco ha poi ammesso che questo modo di procedere è a suo avviso normale, verrà utilizzato in futuro ed è già stato utilizzato in passato. Ci chiediamo allora dove siano finiti i precedenti contributi a fondo perduto dei privati che hanno ottenuto tale beneficio negli scorsi anni, dal momento che non vi è traccia di questi nei bilanci degli anni precedenti. Inoltre, facciamo notare che anche in questo caso, nel primo tentativo di trasformazione, nessun amministratore in Consiglio Comunale aveva parlato di un contributo volontario di 80.000 euro dato dal privato cittadino, ma tale contributo è stato inserito solo successivamente, durante il secondo tentativo di trasformazione (riuscito), in area produttiva. Per la prima trasformazione il privato non avrebbe pagato nulla, a bilancio? Come mai è sorto poi l’”obbligo volontario” di pagare 80.000 €?
Tutto questo ci lascia sconcertati sulla gestione dell’urbanistica a Cologno al Serio, la quale favorisce i privati senza valutare attentamente il beneficio o il disagio che ne trarrà la cittadinanza. L’apertura di una MSV in zona ex vinicola giovannea, senza l’adeguato studio di viabilità e il recupero integrale dei parcheggi, comporterà un peggioramento delle condizioni viabilistiche di un’area residenziale molto vicina al centro storico. Facciamo inoltre notare che soltanto questo privato potrà usufruire della possibilità di aprire una MSV in una zona tanto vicina al centro storico, in quanto le restanti aree produttive sono localizzate, come di norma, a distanza superiore dal centro. Nel caso in cui poi tale privato dovesse vendere l’area, questa, essendo a destinazione produttiva, potrebbe essere utilizzata per aprire attività industriali, come di norma avviene in tali aree, in un contesto limitrofo interamente residenziale, comportando problemi di carattere ambientale (inquinamento atmosferico e acustico) per gli abitanti della zona interessata.
È quindi con preoccupazione che intendiamo informare l’opinione pubblica del nostro paese in merito alla vicenda di questa trasformazione.”
Tale vicenda non si è ancora conclusa. Il riferimento fatto dal Sindaco nella seduta del 25 luglio, il quale ricollegava questo modo di procedere alla cosiddetta “legge per l’edilizia contrattata”, si è dimostrato del tutto privo di fondamento. L’edilizia contrattata prevede infatti Piani Integrati di Intervento e una Convenzione con il privato, nella quale si esplicitino gli obblighi che egli si assume a fronte del vantaggio che acquisisce. Per il contributo “volontario” di 80.000 euro, invece, non esiste nulla, nessun atto unilaterale d’obbligo, nessun documento sottoscritto, con cui il privato si impegni effettivamente a versare tale somma in cambio della trasformazione (non può esserci, perché è evidentemente scorretto un tale modo di procedere). Tutto questo è contrario ai principi di trasparenza e di correttezza nell’agire da parte della Pubblica Amministrazione.
In seguito alle nostre osservazioni attualmente, anziché introiettare il contributo del privato come fosse volontario, l’Amministrazione ha deciso di chiedere la corresponsione degli oneri, per una somma pari a 60.000 euro; si è deciso di mantenere anche una parte di contributo a fondo perduto, pari a 20.000 euro, sottolineando però la volontarietà del pagamento fatto dal privato. Ci impegneremo comunque a vigilare, affinché tutto ciò avvenga secondo la legge e ci riserviamo di approfondire meglio la questione, anche in altre sedi.
Nessun commento:
Posta un commento